THE FIRST THURSDAY · SPIN-OFF
MUTAMENTI
URBANI
VDA
UN CANTIERE APERTO
Abitare i cambiamenti.
Costruire possibilità.
Uno spazio permanente dedicato alla trasformazione degli spazi, delle relazioni e dei territori.
Mutamenti Urbani nasce dentro The First Thursday come piattaforma interdisciplinare di riflessione e azione. Urbanistica, antropologia, arte, scienze ambientali e partecipazione diventano strumenti per leggere il territorio e intervenire nei suoi processi.
OSSERVARE
Prima di trasformare,
bisogna imparare a vedere.
La prima fase del percorso costruisce le domande: chi abita gli spazi, come cambiano le relazioni, quali forze attraversano città e territori montani.
01
Di chi è la città?
Rivendicare spazio, rivendicare diritti.
Con Sara Marzullo il percorso si apre interrogando il rapporto tra spazio pubblico, potere, sicurezza e inclusione.
La città emerge come dispositivo sociale: non uno sfondo neutro, ma un sistema di relazioni che può includere, escludere, proteggere o rendere invisibili.
02
Ripensare la relazione tra spazi e vita.
Pensieri pratici sulla città.
Elena Granata e Fabrizio Bertolino mettono in relazione progettazione, creatività, educazione e trasformazioni climatiche.
La riflessione si sposta dalla forma degli spazi alla capacità di costruire condizioni di vita più consapevoli e resilienti.
03
Dalla rigenerazione urbana al ripopolamento montano.
Con Fondazione Hubruzzo ↗ Mutamenti Urbani allarga la scala e mette in relazione impresa responsabile, vocazioni locali e sostenibilità dei territori montani.
Il tema non è soltanto come rigenerare uno spazio, ma come creare le condizioni perché un territorio possa continuare a essere abitato.
CAMBIO DI PASSO
A un certo punto, osservare non basta più.
Il percorso entra nei luoghi, coinvolge studenti, artisti, ricercatori e comunità e comincia a trasformare la conversazione in esperienza.
ENTRARE NEI LUOGHI
Dal confronto
all’esperienza.
Arte pubblica, sostenibilità, trasformazione.
La seconda edizione entra in relazione con il gruppo di ricerca PRIN Border Art(E)scapes, coordinato dalla Prof.ssa Valentina Porcellana.
Con Katerina Nastopoulou, Chicco Margaroli ed Elisabetta Bottinelli il confronto esplora l’arte pubblica come strumento capace di intervenire nei processi urbani e sociali.
OFF
MUTAMENTI URBANI OFF
La didattica
esce dall’aula.
Un formato sperimentale che porta studentesse e studenti dentro luoghi, pratiche professionali e processi creativi, trasformando il territorio in uno spazio di apprendimento.
OFF 01
Dentro il processo creativo.
Alla Chiesa di San Lorenzo e nello studio di Chicco Margaroli, le studentesse e gli studenti del corso di Heritage, Tourism and Anthropology entrano nel processo creativo attraverso arte, materia, memoria e biodiversità.
OFF 02
Clima, paesaggio, vita quotidiana.
Con Elisabetta Bottinelli il cambiamento climatico viene osservato a partire dai suoi effetti concreti sui territori montani, sul paesaggio e sulle forme dell’abitare.
L’università diventa un punto di osservazione sul territorio: ciò che viene studiato è letteralmente fuori dalla finestra.
RESTITUZIONE
Bazar de culture.
Il percorso torna all’Università attraverso una restituzione pubblica costruita dagli studenti. Viaggi, paesaggi, oggetti e memorie personali diventano strumenti per raccontare ciò che l’esperienza ha lasciato.
La conoscenza tecnica incontra così il racconto individuale e diventa patrimonio condiviso.
CO-PROGETTARE
Il territorio diventa cantiere.
Nel 2026 gli incontri diventano nodi di un processo più ampio: abitare, governance, biodiversità, ascolto, partecipazione.
01
Abitare i mutamenti.
Con Andrea Staid ↗ il territorio montano viene letto come spazio da abitare consapevolmente, non come oggetto di consumo.
Nello stesso incontro vengono presentati gli otto progetti “PouR TouS” e assegnata la prima borsa di studio TFT sostenuta da BCC Valdostana.
02
Visioni urbane.
Con Eleonora Carrano ↗ la co-progettazione diventa strumento concreto: architettura, governance e partecipazione vengono messe in relazione con le esigenze dei piccoli centri montani.
03
Radici e Futuro.
La biodiversità alpina diventa punto di partenza per un processo di ascolto attivo.
Con Massimiliano D’Innocenzo, Presidente del Consorzio di Tutela e della Cooperativa Altopiano di Navelli ↗ , il rapporto fra agricoltura, paesaggio e memoria entra nel cantiere.
In questa fase prende forma anche Semen, come tentativo di raccogliere idee e desideri emersi nel percorso e tradurli in una forma condivisa.
04
Round Road.
Il cantiere della partecipazione.
Il percorso entra in una fase di analisi corale. La biodiversità, il territorio come sistema vivente e il ruolo delle relazioni diventano materia di confronto fra competenze diverse.
Il progetto non cerca una sintesi artificiale: mette in evidenza la necessità di cura, continuità e scambio nei processi partecipativi.
RESTITUIRE
Trasformare
il seme.
La restituzione non chiude il percorso. Lo rende nuovamente disponibile.
Insieme al Centro GREEN dell’Università della Valle d’Aosta, Mutamenti Urbani restituisce alla comunità la ricerca-azione sviluppata durante la rassegna.
Un laboratorio partecipato traduce analisi, conversazioni e contributi in una mappa concettuale condivisa, utile a tracciare nuove possibilità per la rigenerazione e lo sviluppo dei territori montani.
IL PERCORSO
Un anno
in un minuto.
Persone, luoghi, domande e processi. Una restituzione visiva della rassegna 2025–2026 e del percorso che ha trasformato Mutamenti Urbani in un cantiere condiviso.
MUTAMENTI URBANI
Non una rassegna.
Un cantiere.
Mutamenti Urbani continua dove il confronto diventa progetto, dove un’idea può cambiare direzione e dove un processo può generare nuove forme.
